Che vu’ leggete ad ufo?

Durante la costruzione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Duomo per gli amici), venivano fatti arrivare a Firenze grosse pietre e lastroni contrassegnati dalla sigla A.U.F. , a rappresentare la dicitura latina Ad usum fabricae o, secondo altri, Ad urbis fabricam.

Qualunque sia l’ipotesi, la sigla era apposta per far sì che durante il trasporto i materiali non subissero alcuna tassazione. Lo stesso accadeva per la corrispondenza degli uffici di governo fiorentino, esente da spese postali e contrassegnata invece da un Ex Uffo.

Duomo_di_firenze_nel_1860_ca,_facciata.jpg

Da una di queste due espressioni o, perché no, da entrambe, così ben radicate nella mente del fiorentino, deriva il “mangiare a Ufo” di oggi. Il significato è chiaramente quello di mangiare senza sborsare un soldo, a sbafo totale e a spese di qualcun altro. Si dice anche “fiorentino mangia ufo” di una persona che ha fatto di questa espressione un vero e proprio stile di vita ed è consigliabile non invitare alle cene.

Come sia stato possibile passare da un “Ad usum fabricae” ad uno “a sbafo” è cosa semplice: il toscano è per natura portato a vedere oltre il significato letterale delle cose e a trarne il massimo profitto..

Quindi una cosa per cui si paga meno (esente da tasse) è di per se’ già un guadagno, figuriamoci godere di qualcosa che non si paga proprio!

Ed è un po’ così anche per il Duomo stesso, costruito “ad ufo” e godibile da tutti quelli che vi passano accanto e ne possono ammirare la bellezza “a gratis”.

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