Alla conquista dello Stibbert, il museo delle armi con uno dei giardini più belli di sempre

Il Museo Stibbert è un magnifico esempio di casa resa museo per volontà del proprietario, il collezionista e imprenditore Frederick Stibbert (1838-1906), di padre inglese e madre toscana, per lunga parte della sua vita residente a Firenze.

Qui acquistò Villa Montughi, un palazzo appartenuto alla potente famiglia Davanzati, e lo modificò fino a renderlo uno degli esempi più belli di palazzo ottocentesco di gusto eclettico.

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L’eclettismo contraddistingue tutta la vita di Frederick Stibbert, discendente di una facoltosa famiglia tutta generali e comandanti  -cosa che sicuramente gli valse l’interesse per armi ed armature- e assiduo collezionista di oggetti provenienti da ogni parte del mondo.

Frederick era un grande viaggiatore e dai suoi viaggi tornava sempre con qualcosa di nuovo da aggiungere alla sua collezione. Si teneva sempre aggiornato su cosa i mercati esteri avessero da offrire, con uno spirito internazionale che lo rendeva straordinario per l’epoca.

Grazie a questo e all’attenzione e la cura per il mantenimento degli oggetti che comprava e allestiva poi in vere e proprie ambientazioni in tutta la sua casa-museo, la collezione Stibbert è ad oggi una delle più grandi al mondo per quanto riguarda l’armeria.

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Famosa la Sala della Cavalcata, dove è riprodotto un intero corteo di cavalieri in sfilata con armature e corredo completo del XVI-XVII secolo e provenienti da Germania e Italia. A dominare la sala, finemente affrescata, una statua di San Giorgio che uccide il drago; questo realizzato in pelle di coccodrillo per sembrare più realistico. Dalla parte opposta della stanza c’è invece una riproduzione a grandezza naturale di Giovanni dalle Bande Nere (padre di Cosimo de’Medici), personaggio a cui Stibbert era particolarmente affezionato.

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Imperdibile la collezione giapponese che è la più vasta al mondo se si esclude il Giappone e comprende armature ed elmi decorati meravigliosamente ed appartenuti agli ultimi samurai. Immensa collezione di katane e pugnali finemente decorati e tra i più pregiati che si possano ammirare.

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Uno dei pezzi più importanti dell’intera collezione è sicuramente la veste che Napoleone indossò quando, nel 1805, fu nominato Re d’Italia con una mantella di velluto verde ricamata in filo d’oro.

Molti si chiederanno perché Frederick Stibbert abbia, oltre che comprato, allestito dei veri e propri ambienti a tema per i suoi oggetti, creando infine un Museo da lasciare alla città di Firenze. Questo perché Stibbert aveva una passione per la storia del costume, ritenendo che attraverso questa si possa capire l’intera società di un dato periodo in un dato luogo. Una tesi interessante, non che modernissima. Il lascito ai posteri avvenne solo a patto che ne’ le installazioni ne’ la casa (in cui viveva con la madre) venissero mai più toccate.

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E il passaggio dal museo alla casa quasi non si avverte, dato che anch’essa sembra mantenere la stessa funzione di allestimento e messa in mostra delle bellezze accumulate negli anni. L’atmosfera è un po’ buia, a causa forse del rivestimento in pelle decorata delle pareti e tutto sui toni del nero e del marrone.

Una vera chicca è la stanza per fumare, tutta ricoperta di maioliche Cantagalli simmetriche e coloratissime. Una menzione la merita anche la piccola stanza da ballo, dove alle pareti sono attaccati dei quadri con motivi floreali dipinti dallo Stibbert stesso che, da giovane, studiò arte a Cambridge.

E il giardino? Splendido, a cui si può accedere anche senza passare dal museo, per passare un bel pomeriggio nel verde.

Splendido, dicevamo, e prezioso. Con tanto di laghetto su cui troneggia un tempietto di gusto egizio. Particolarissimo, davvero.

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E quindi? E quindi tutti a scoprire i misteri dello Stibbert!

Museo Stibbert

Via di Montughi, 9,  Firenze

QUI le tariffe e gli orari di apertura (sezione giapponese aperta su previa prenotazione)

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