Il caffè Michelangiolo

Lasciar vagare lo sguardo quando si cammina per le nostre strade può sempre far scoprire qualche tesoro. Di fronte al numero 21 di via Cavour, una lapide ricorda un capitolo della storia artistica fiorentina, si parla dei Macchiaioli.

Adriano Cecioni, 1866

Sulla metà dell’Ottocento, in via Larga, il Caffè Michelangiolo, già luogo di animatissime discussioni sia d’ordine artistico che politico, comincia ad ospitare un movimento giovane  in rivolta contro l’arte accademica di San Marco. Per la loro maniera di dipingere a larghe chiazze di colori puri, vennero detti Macchiaioli.

Le parole di Ardengo Soffici ricordano che

In questo stabile ebbe sede il Caffè Michelangiolo

Geniale ritrovo di un gruppo di liberi artisti

Che l’arguzia fiorentina denominò Macchiaioli

E le cui opere nate tra le lotte politiche

E gli eroismi guerreschi

Del risorgimento nazionale

Perpetrarono il lume della tradizione pittorica italiana

Rinnovandone gli spiriti

La lapide fu apposta successivamente alla chiusura dai letterati del Caffè Le Giubbe Rosse.

Oggi il Caffè ospita il Museo Leonardo da Vinci Firenze ma rimane ancora attivo, promuovendo mostre ed eventi culturali legati alla memoria storica e al pensiero contemporaneo che si animava fra queste mura.

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