Il Cimitero degli Inglesi, l’isola dei morti a Firenze

A chi di voi non è capitato di farsi catturare lo sguardo dal Cimitero degli Inglesi?

Uno dei luoghi più magnetici ed affascinanti della città, che ha assorbito le energie, gli amori e le fissazioni non soltanto delle personalità che accoglie sotto le sue lapidi monumentali, ma anche delle tante viventi che ha incantato più o meno intensamente nel corso degli anni.

Fu costruito nel 1828, fatto edificare dalla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera fuori dalle mura cittadine su di una montagnola in prossimità della Porta a Pinti, oggi distrutta.
Prima di questo momento i non cattolici o non ebrei deceduti in città potevano essere sepolti solo a Livorno (Antico Cimitero degli Inglesi).

Il primo progetto è di Carlo Reishammer, al tempo studente di architettura, pressoché fedele a ciò che possiamo vedere oggi.
Internamente la struttura è simmetrica e semplice, con due vialetti principali perpendicolari, all’incrocio dei quali nel 1858 viene eretta una colonna, a ricordo di Federico Guglielmo IV di Prussia.
Accoglie 1409 tombe tra letterati, artisti, mercanti e personaggi e controversi della più varia provenienza, dai più noti come Elizabeth Barrett Browning e Giovan Pietro Vieusseux, ai non meno degni di interesse ultimi discendenti di Shakespeare.

Nel 1865 Firenze diviene capitale d’Italia, e nel lavoro di ristrutturazione e restauro operato da Giuseppe Poggi anche il Cimitero degli Inglesi cambia ‘vestito’. Viene rivista la pianta, e realizzata la recinzione ottagonale attuale.

Questa variazione sarà il definitivo plus che lo farà notare e ricordare nel mondo.

La nuova forma lo fa rinominare ‘L’isola dei morti‘.

Il pittore svizzero Arnold Böcklin lo dipinge nell’omonima opera, arrivando a realizzarne cinque copie fra il 1880 ed il 1886 e mettendo un accento su una rappresentazione onirica del luogo che diventerà l’ossessione di Freud, Lenin, Hitler, Dalì,  De Chirico, Rachmaninov, Giger, Zeffirelli, Emily Dickinson.

Insomma, tutti pazzi per il Cimitero degli Inglesi, c’è da dirlo!

E noi fiorentini, lo apprezziamo?
Ovviamente, ma molti di noi non ci sono mai stati all’interno, dite la verità!

Per chi non lo sapesse, è aperto dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00, ed il lunedì dalle 9.00 alle 12.00.
Merita, veramente. E quando fioriscono i giaggioli… che meraviglia!
Innamoriamocene perdutamente anche noi delle nostre perle, che male non fa.

Di questo posto parleremo ancora, è una promessa!

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Ne faremo delle belle
Ne vedrete delle belle

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